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1. Petizione per il diritto all'alloggio dei rifugiati 
Dopo aver ascoltato le testimonianze e le esperienze dei Rifugiati di Milano in lotta per ottenere il rispetto del diritto a un trattamento dignitoso e all'alloggio, grazie anche alla consultazione del materiale audio-visivo e dei documenti ufficiali rilasciati dalle Istituzioni,
noi sottoscritti
RITENIAMO: che sia imprescindibile il diritto all'alloggio dei rifugiati in possesso del permesso di soggiorno, che sia imprescindibile il diritto al trattamento dignitoso della persona e che sia imprescindibile il diritto di manifestare ed esprimere le proprie opinioni,
pertanto
SITO BLOCCATO DALLA FINANZA
Sono Piero Ricca.
CARI AMICI, NON POSSO AGGIORNARE IL BLOG. Mi è stato chiuso con atto della procura di Roma, un “sequestro preventivo” notificatomi alle 14,00 di oggi da due agenti della guardia di finanza del “nucleo speciale contro le frodi telematiche”, venuti da Roma. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentta da Emilio Fede nei miei confronti per la famosa contestazione al circolo della stampa.
Con il medesimo provedimento hanno cancellato un mio post relativo alla vicenda Fede e i commenti in calce. Non hanno potuto, per motivi tecnici, togliere il video da youtube.
Naturalmente farò immediata richiesta di disequestro. Intanto posso solo scrivere queste righe in questa sede. Fra poco manderò un comunicato ai siti amici, e vi chiedo fin d’ora di farlo girare.
Con Fede ce la vedremo in tribunale, magari davanti a uno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo datore di lavoro. E continueremo a criticare lui e i suoi simili sulla pubblica piazza, in nuove manifestazioni di dissenso.
Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici di Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Grazie a tutti. A presto, Piero (cit.)
Ecco. Un cittadino ONESTO e soprattutto LIBERO ha un sito dove fa dell'informazione, ma al potente questo non va bene e BLOCCA il libero DIRITTO DI ESSERE INFORMATI! In Italia il CITTADINO INFORMATO E' PERICOLOSO.
3. Ristampa su CD discografia di Marisa Sannia 
Questa petizione è rivolta alle Case Discografiche: "Warner Bros Italia, EMI, Columbia". Si chiede che vengano ristampate su CD le canzoni del repertorio di Marisa Sannia degli anni '60 e '70.
Questa petizione è motivata dalla assoluta mancanza di ogni registrazione su supporto digitale di quella che è pur sempre una importante e bella pagina della storia della musica leggera italiana. Obiettivo minimo: 300 firme.
Una petizione rivolta alla Warner italiana, titolare dei diritti per i cartoon di Napo Orso Capo ("Hair Bear Bunch" il titolo originale della serie statunitense prodotta da Hanna & Barbera, trasmessa a partire dal 1971), per la pubblicazione in dvd e vhs della serie, che in Italia ha migliaia di fan ed estimatori.
"Section One", sito italiano dedicato alla serie televisiva "La Femme Nikita", è promotore di un'iniziativa che vuole testimoniare alla Warner Bros il successo di "LFN" anche qua in Italia e chiederne la pubblicazione di cofanetti DVD anche nella nostra lingua.
"La Femme Nikita", ai più nota con la sigla "LFN", è un telefilm canadese che è stato trasmesso qui in Italia sia in chiaro (Rai2), sia via satellite (FOX). Prodotto dalla LFN III Productions Inc., Warner Bros e Fireworks Entertainment, la serie narra le avventure di una giovane donna che, accusata ingiustamente di un orrendo crimine e condannata a passare la sua vita in prigione, una notte viene prelevata dalla sua cella e condotta in un posto chiamato Sezione Uno, il più grande celato gruppo anti-terrorista del mondo. I fini di quest'organizzazione sembrano giusti, ma i suo mezzi risultano essere troppo spietati. Ma Nikita, è questo il nome della protagonista, se non starà al loro gioco, morirà...
L'iniziativa che "Section One" vuole portare a termine è semplice: raccogliere il maggior numero di firme di appassionati della serie per mostrare, agli uffici della WB, quanto sia folto il pubblico di fans del telefilm in attesa di una pubblicazione dei DVD italiani. Per far questo, lo staff del sito invita tutti i sostenitori di "LFN" a sottoscrivere la petizione online.
6. Dan Peterson per il commento del wrestling 
Spettabile redazione sportiva di Stream,
Siamo un gruppo di appassionati di wrestling , molti dei quali hanno sottoscritto il contratto con Stream.
Gradiremmo porre alla vostra attenzione una questione che per noi è di fondamentale importanza:
riteniamo che i commentatori che svolgono per voi il lavoro di doppiaggio dei programmi WWE non siano all'altezza della situazione e delle nostre esigenze di appassionati, e che l'unica persona adatta a commentare il wrestling in Italia sia Dan Peterson, in quanto lo riteniamo in possesso del carisma necessario a far appassionare a questo sport molte più persone rispetto agli attuali commentatori.
Ancora tutta l' Italia ritiene inscindibile il binomio wrestling-Dan Peterson, e il vantaggio economico per voi sarebbe notevole, perchè ne ricavereste un notevole incremento del numero di abbonamenti, in quanto vi assicuriamo che molti di noi diventerebbero utenti di Stream , o convincerebbero altri appassionati a diventarlo, solo per avere il piacere di ascoltare le impareggiabili telecronache della vera Voce del wrestling.
Non pretendiamo che la sostituzione avvenga immediatamente, ma, se possibile, vorremmo che fosse rinegoziata la situazione alla scadenza dell' attuale contratto WWE. Sarebbe una scelta di cui non vi pentirete sia in termini economici che di prestigio, e Stream verrebbe identificata una volta per tutte come una delle pay-tv meglio fornite e specializzate al mondo.
Gradiremmo una vostra risposta, distinti saluti
7. Tutela dei Parchi Italiani, delle Aree Protette e dei Siti di Importanza Comunitaria 
Esistono fondati motivi di credere che il sistema dei Parchi Italiani, delle Aree Protette, dei Siti di Importanza Comunitaria, siano oggetto, al momento attuale, di pesanti attacchi da parte di più soggetti e dagli stessi organi competenti in materia di salvaguardia ambientale, come il Ministero dell'Ambiente e, in seno allo stesso, dal Servizio di Conservazione della Natura, e da parte di amministrazioni locali, regionali e comunali.
Tutto ciò accade, nonostante le dichiarazioni dei soggetti indicati facciano talvolta intendere, al contrario, una positiva disposizione in materia. Sono note alcune vicende a proposito di ostacoli e serie difficoltà create a numerosi Parchi sia che si tratti di riperimetrazioni, sostituzioni di Presidenti, commissariamenti e controlli burocratici annunciati a volte al fine di esercitare pressione, oppure di difficoltà nell'erogazione dei contributi economici dovuti per legge, creando, così, forti ostacoli per il corretto funzionamento degli Enti stessi.
È il caso del Parco di Portofino, delle Alpi Apuane, del Sirente- Velino, della Maddalena e del Cilento, dell'Arcipelago toscano, dello Stelvio, del Ticino, del Pollino, della Maiella e del Gran Sasso e di altri ancora. Vecchi problemi irrisolti, come il trasferimento delle Riserve Forestali ai Parchi,la destinazione del Corpo forestale, il decentramento, la gestione e la ripartizione dei fondi, si uniscono oggi a una spregiudicata politica di annientamento delle conquiste raggiunte almeno attraverso la Legge quadro sulle Aree Protette del 6 ottobre 394/91, che aveva il merito di avere avviato l'organizzazione dei Parchi in Italia.
In questo panorama pesanti interessi esterni cercano in misura crescente di farsi strada: speculazione edilizia, strade e grandi opere pubbliche, tagli forestali, apertura alla caccia. Una gravissima situazione sta vivendo l'antico e prestigioso Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise.
Safya Hosseini Tungar-Tudu è una ragazza nigeriana di trent'anni, senza marito. Ha avuto un bambino e dunque, per la legge fondamentalista islamica, che nel suo paese ha valore di legge penale, se non interviene una vasta protesta internazionale, fra un mese o poco più (a fine dicembre) sarà posta in una buca, seppellita sino al seno e poi lapidata a morte dalla gente del suo stesso villaggio. Chiusa nella sua capanna, lei allatta il bambino che è diventato la sua condanna a morte. Gli potrà dare il suo seno per qualche settimana, poi la trascineranno nella fossa e la massacreranno (è confermato da Amnesty International).
Un'ultima cosa: come sempre succede in questo casi, il padre del bambino è stato assolto per insufficienza di prove; tutti noi, mi pare, siamo coinvolti nella sorte di Safya. Non possiamo rimanere ai bordi della fossa contemplando l'ennesimo delitto dell'intolleranza, dell'ignoranza, della menzogna
